Le persone si perdono. Si perdono nonostante le promesse, la fiducia, l’affetto. Tu ridi delle mie parole e delle mie insicurezze, ma la verità è che non è difficile pensare che per due come noi, due sconosciuti in fondo, basterebbe un niente per scivolare via. Un silenzio di troppo, una parola fuori posto, un pensiero sbagliato. Le persone se ne vanno, questo l’ho imparato. L’ho imparato bene ed è proprio questa consapevolezza che mi preclude la capacità di lasciarmi andare. Non ti affido nulla perché quel che mi è rimasto è poco e so che non me lo darai indietro. Perché a me resteranno solo stracci e ferite. Perché non posso più permettermi di perdermi e di perderti ancora. Ma poi succede che tu mi cogli alla sprovvista e fai cadere ogni mia barriera - e io te lo lascio fare. E vivo di slanci, e getto parole al vento sperando che tu sappia raccoglierle. Resta con me, stringi piano le mani, non farmi cadere mai. Chiederti questo è chiederti qualcosa che non puoi, lo so. Ma fidarmi di te è credere che tu ci proverai - che ci proverai davvero, come se io fossi di vetro. E non so dirti perché, ma il cuore me lo farei stringere senza troppe paure. Forse perché quello che sento è che la stretta più forte sarebbe sempre una carezza, se ha per scudo le tue mani.